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martedì 3 febbraio 2015

L'affaire du collier, la vera storia di Jeanne Valois De La Motte


Jeanne Valois de la Motte de Saint Remy nacque il 22 luglio 1756  a Fontette in Francia. La madre Marie era una cameriera mentre il padre era il Barone di Saint Remy.

Jeanne Valois de la Motte - ritratto
Molte volte Jeanne e i suoi fratelli Marie Anne e Jacques erano costretti a mendicare.

Il padre in punto di morte le disse "Ricordati sempre, in tutte le circostanze della vita di essere una Valois".

La bambina che allora aveva sette anni, rimase profondamente colpita da quell'episodio e passò tutta la vita cercando di affermare ciò che le era stato negato.

A provvedere a lei pensò la Marchesa di Boulainvilliers (nell'anime è Brambery), insieme ai fratelli della giovane, Marie Anne ed il piccolo Jacques.
Avviata ad una vita in convento, nel 1779 fuggì, raggiungendo Parigi. Qui incontrò e sposò successivamente Nicolas De La Motte. Insieme organizzarono l'affare della collana. Fu quell'episodio che diede molta popolarità a Jeanne.

Arrestata per aver architettato l'intrigo ai danni della Regina Maria Antonietta, fu marchiata a fuoco con la "V" di vouleuse che significa "ladra".
Fuggita in Inghilterra, fu lì che scrisse le sue celeberrime "Memories".


Nicolas De La Motte - ritratto
Mori gettandosi dalla finestra del suo appartamento londinese per sfuggire agli ufficiali giudiziari. 

Jeanne in realta', come abbiamo visto, scappo' in Inghilterra e riuscì a vivere per un certo tempo a Londra: nell'anime, invece, muore insieme a Nicolas in un convento dopo aver acceso una miccia che fara' esplodere l'intero edificio.Nella storia Oscariana la vita di Jeanne e' fedele alla realtà: la storia della sorella  Rosalie è nata dalla fantasia di Ryioko Ikeda. 

La verita' sulla morte di Jeanne e' ancora oggi indecifrabile: secondo molti, infatti, qualcuno l'avrebbe spinta giu' dalla finestra dell'albergo in cui alloggiava, secondo altri si sarebbe lanciata per sfuggire alle guardie che la cercavano.

Non lo sapremo mai, l'unica certezza che abbiamo e' che Jeanne fu la donna che cambio' profondamente la monarchia francese e che diede un ulteriore e fatale impulso alla rivoluzione francese contribuendo ancora di più ad offuscare l'immagine già alquanto compromessa della regina Maria Antonietta.

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mercoledì 3 dicembre 2014

PERSONAGGI REALMENTE ESISTITI: Charlotte /Aglae di Polignac


Charlotte di Polignac nell'anime è l'unica figlia dei conti di Polignac.

La piccola ha solo 11 anni e la madre la promette in sposa al Duca Roland De Guiche che ha ben 43 anni.
La giovane reagirà malissimo al matrimonio combinato dalla madre: come la maggior parte delle ragazze, anche lei sognava un amore felice coronato dalle nozze.
Charlotte di Polignac - anime

Nonostante questo, la madre non vuole sentire ragioni e Charlotte viene promessa al Duca. Non avendo via d'uscita, una sera a Versailles, Charlotte si lancia nel vuoto uccidendosi pur di sfuggire al matrimonio combinato.

Questa la storia che riguarda l'anime.
Ma come e' realmente andata nella realtà'??



Aglae di Polignac - ritratto


Charlotte e' un personaggio realmente esistito: Aglae Louise Françoise Gabrielle era, infatti,  l'unica figlia dei Polignac (la contessa aveva altri tre figli Armand Jules, Jules August e Camille).

La vita di Aglae fu felice. La giovane sposo' il duca De Guiche all'eta' di dodici anni ed ebbe tre figli. 'Guichette' cosi' fu chiamata in famiglia per la denominazione del marito, visse in serenita'. Mori in Inghilterra nella sua casa di Edimburgo dopo che la stessa fu distrutta da un incendio.

I figli di Aglae si chiamavano Armandine, Aglaé Angélique e Antoine. Quest'ultimo scelse la carriera militare ed ebbe dei discendenti.

Oggi gli ultimi eredi in vita della famiglia Polignac sono i Grimaldi, la famiglia regnante nel Principato di Monaco.

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martedì 21 ottobre 2014

Ottobre: la messa per Maria Antonietta a Montpellier


221 anni dopo, in memoria dell'esecuzione di Maria Antonietta, e' stata celebrata una messa da Requiem per il riposo della sua anima a Montpellier nella Cappella dei Pénitents Blancs, situata in rue Jacques Cœur. Erano molti anni che la cittadina non rendeva omaggio all'ultima Regina di Francia. 
  
Immagine celebrazione

Nella chiesa sono stati sistemati dei grandi drappi neri: intorno al grande catafalco centrale sono stati messi dei candelabri. Sullo stesso e' stata poggiata una corona: il tutto collocato nella navata centrale davanti all'entrata del coro.
La Confrérie des Pénitents Blancs, in tenuta bianca ( abito per i signori e mantello per le signore) ha celebrato la funzione accompagnando i cantanti con pezzi gregoriani tradizionali per le messe dei morti.  
In un'atmosfera silenziosa, i presenti hanno reso omaggio alla regina defunta assistendo alla funzione celebrata da un prete dell'Istituto di Cristo Re portando con loro molti fleurs de lys. 
Nel sermone, il parroco ha ricordato l'inadeguatezza dell'esecuzione di Maria Antonietta, motivata dalla scontata colpevolezza di una creatura solo perche' donna.
In un secondo momento, il sacerdote ha esortato a seguire una strada più cristiana e fedele alla religione che il nuovo corso della rivoluzione aveva abbattuto. 
La cerimonia si e' chiusa con la benedizione simbolica del catafalco nero e dei presenti.

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domenica 9 febbraio 2014

PERSONAGGI REALMENTE ESISTITI: Luigi XV il Beneamato


Luigi XV, detto il Beneamato, nacque a Versailles nel 1710; divenne Re all'età di 5 anni.

Trascorse i primi anni della sua vita in relativa tranquillità sotto l'attenta guida di diversi precettori, che gli fornirono una buona cultura, mentre il potere effettivo venne delegato ad alcuni reggenti.

A differenza di Luigi XIV non ebbe mai contatti diretti con la vita politica del suo Paese: incontrava di rado i suoi ministri e spesso agiva contro le loro aspettative, arrivando a costituire una rete segreta di diplomatici e spie. Il disinteresse per la politica e il continuo susseguirsi di ministri diversi indebolì il potere della Francia a livello europeo e contribuì a gettare le basi per lo scoppio della Rivoluzione francese. 

Luigi XV in un ritratto d'epoca
Con il passare degli anni però la sua debolezza nel prendere decisioni e l'intrigante e costante presenza delle sue amanti ne fecero crollare la popolarità.

 Il 5 gennaio 1757 Luigi XV si trovava a Versailles. Era andato a far visita alla figlia e verso sera aveva deciso di recarsi al palazzo del Grand Trianon, dove avrebbe passato la notte. Mentre passava tra due ali di soldati, dal buio apparve un uomo che si gettò sul sovrano pugnalandolo alla spalla.

Il re cadde a terra e richiese subito di poter vedere un confessore. Il pugnale non aveva leso organi vitali in quanto il re, a causa del clima molto rigido di quei giorni, indossava abiti particolarmente pesanti. L'attentatore, subito bloccato dalle guardie, si chiamava Robert Francois Damiens.

Damiens venne torturato per scoprire se avesse avuto dei complici, ma emerse che l'uomo, servitore di parlamentari e sofferente di disturbi mentali, aveva probabilmente sviluppato il suo proposito criminoso a seguito dei discorsi critici verso il monarca, frequenti nel suo ambiente di lavoro.

Alla fine, nonostante il Re fosse disposto a perdonare, Damiens in base alle leggi in vigore all'epoca, fu pubblicamente torturato, la sua mano destra venne arsa e squartato vivo in Place de Gréve di fronte ad una folla atterrita. 

Non meno turbolenta fu la vita privata del sovrano. 

Nonostante la bellezza di dieci figli, nati dal suo matrimonio con Maria Leszczyńska, Luigi XV si circondò di innumerevoli amanti: dalle sorelle Mailly Nesle (provocando uno scandalo senza precedenti), alle più famose Madame de Pompadour e la Contessa DuBarry. Dalle relazioni con queste ed altre cortigiane nacquero presumibilmente altri 8 figli.

La vita di corte
Ma veniamo ad alcune curiosità su uno dei sovrani più famosi di Versailles.

Luigi XV era un grande amante dei gatti. Questi felini nella Reggia si trivavano dappertutto: sui tavoli, sulle sedie, nei giardini. 

In particolare, il Re amava moltissimo il suo gatto bianco persiano, Brillant, e guai a chi osava solo toccarlo!!! L'abitudine di circondarsi di gatti portava naturalmente questi ultimi ad effettuare le proprie funzioni corporali ovunque: sui tappeti, sui pavimenti, sui letti, sulle poltrone provocando nella Reggia molta sporcizia e cattivo odore. 

Fu proprio Luigi XV ad emanare un editto reale in base al quale obbligatoriamente Versailles doveva essere ripulita dagli escrementi umani ed animali una volta alla settimana!!

Nel frattempo, il malcontento nel suo regno serpeggiava tra i sudditi a causa delle spese folli della corte, ma anche per le campagne militari che la Francia aveva con immenso sforzo sostenuto, tanto che alla sua morte per le vie di Parigi impazzarono i festeggiamenti, com'era accaduto anche per Luigi XIV, e il suo funerale dovette essere celebrato di nascosto e nottetempo per evitare, com'era capitato con il suo predecessore, che il feretro venisse sottoposto al pubblico dileggio.

Non solo: il re, dopo una caduta da cavallo, si ammalò gravemente di vaiolo al punto che il suo corpo cominciò a decomporsi quando era ancora in vita. 

Assolutamente fedele la ricostruzione della morte del Sovrano fatta nell'anime giapponese: Vera è la storia delle candele che furono spente da un paggio che si accorse delle macchie rosse sul viso del Re; vera la storia del consulto tenuto da 15 luminari; vera la vicenda della candela posta alla finestra della Reggia di Versailles; fedele alla realtà la partenza della Contessa Du Barry; assolutamente reale la reazione di Luigi XVI e Maria Antonietta. I due esclamarono inginocchiandosi, proprio come nell'anime: "Signore, proteggici nel nostro cammino, tu che hai voluto che salissimo al trono così giovani..."

Reale nei minimi particolari anche il corteo funebre per il Sovrano che fu velocemente trasportato nella cattedrale di Saint Denis, dove ancora oggi riposa.

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Luigi XV, Re di Francia e di Navarra




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