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venerdì 3 luglio 2015

Le donne della rivoluzione a Vizille, nuovo appuntamento con la storia di Francia

Uno dei musei piu' interessanti della storia di Francia e' sicuramente quello che si trova nel Domaine di Vizille nel sud della Francia, il Musee de la revolution francaise. :-O

Domani, sabato 4 luglio alle ore 18 sara' messa in scena una commedia storica tratta da due volumi dello scrittore e regista Jean Vincent Brisa, seguita da un incontro. :-) :-)

Autore di 'La rencontre. Marat, Danton e Robespierre' e 'Les femmes et la revolution francaise', Brisa parlerà della storia di Francia con particolare riferimento alla rivoluzione che travolse Parigi negli ultimi anni del 1700. :-O



Quale ruolo hanno assunto le donne durante quegli anni che hanno sconvolto la Francia? Quali sono stati gli eventi ai quali hanno preso parte?? Queste le domande alle quali Brisa cerchera' di rispondere durante il colloquio. I due libri sono stati scritti in collaborazione con il centro di documentazione bibliografica Albert Soboul del Museo della rivoluzione. :-) :-)

La piece teatrale, cosi come l'incontro con l'autore, sarà aperta al pubblico e gratuita. Parteciperanno Pierre David Cavaz, Nicole Vautier e Jean Marc Galera nei panni di Marat :-) :-)

L'intera produzione è finanziata dal Dipartimento dell'Isere, dalla regione Rhone-Alpes con il patrocinio del Comune di Grenoble e di Vizille.

Dopo la prima di domani, la piccola commedia sarà in scena, sempre a Vizille, ogni domenica del mese di luglio.
Un nuovo entusiasmante appuntamento per tutti coloro che vogliono approfondire e capire la rivoluzione francese e il ruolo delle donne parigine. :-) :-)

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venerdì 24 aprile 2015

La rivoluzione dalla Francia al Giappone: "1789, Les Amants de la Bastille" da oggi in scena a Hyogo


"1789 - Les amants de la Bastille", lo spettacolo che ha avuto un ottimo successo di pubblico in Francia, approda in Giappone. :-) :-) 

Locandina francese
Prodotto da NTC app production, Dove Atma e Albert Cohen sarà in scena da oggi, 24 aprile.

Ad ospitare le performance nella terra del Sol Levante sarà il Takarazuka Grand Theatre di Hyogo fino al prossimo primo giugno. :-D
A Tokyo, invece, lo spettacolo andrà in scena dal 19 giugno prossimo e fino al 26 luglio al Tokyo Takarazuka Theatre. :-O


I biglietti sono stati messi in vendita dallo scorso 21 marzo. :-) :-) 

Interpreti giapponesi
La vicenda dello spettacolo teatrale così amata in patria si svolge nella Francia di Luigi XVI. Parigi e' una città che soffre la fame, la carestia e le tasse hanno portato la popolazione ad una miseria mai vista prima.

La Reggia di Versailles al contrario splende ed e' li che i denari dei poveri vengono spesi. :-) 

Olympe e Ronan, i protagonisti, si incontrano proprio in questo scenario. Lui e' a Parigi per difendere le sue terre in quanto umile contadino; lei e' figlia dei governanti dei figli di Francia e al servizio di Luigi XVI e Maria Antonietta. :-D

Il loro incontro cambierà le cose: tra Robespierre, Danton e Desmoulin, Ronan e Olympe vivranno eventi storicamente importanti fino al giorno della presa della Bastiglia che muterà per sempre i loro destini. :-O 

Interpretato da Ryuu Masaki e Manaki Reika, in Giappone "1789, Les amants de la Bastille" si appresta ad eguagliare il successo che ha avuto in patria.
L'iniziativa rientra nell'ambito della collaborazione storico-artistica e culturale che in questi anni sta interessando la Francia e il Giappone. I due paesi, infatti, stanno promuovendo le rispettive culture presso i propri cittadini. :-) :-)
Vedremo a breve con quali risultati. :-) :-) 

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mercoledì 18 marzo 2015

Disponibile il secondo volume di "Innocent": la storia di Charles Henri Sanson, il boia di Parigi


Risale a circa un anno fa la pubblicazione del manga "Innocent" scritto da Shinichi Sakamoto in Giappone.

Finalmente arrivato in Italia, il fumetto racconta la storia di Charles Henri Sanson, il boia di Parigi.
La famiglia Sanson e' stata per generazioni autrice della giustizia del XVIII secolo.

Disponibile da ieri, 17 marzo, in tutte le fumetterie, il secondo volume della serie "Innocent" che ne comprende 7 in totale.

Il secondo volume di "Innocent"

Il manga di Sakamoto, ambientato nella Francia del 1700, narra le vicende della rivoluzione viste dalla parte del boia che effettuò anche la decapitazione di Luigi XVI.

Nel manga Charles e' un ragazzino di 14 anni che vuole sfuggire al suo destino che molto presto lo vedra' diventare giustiziere della capitale di Francia.

Charles Henry viene rappresentato quasi come un angelo della morte, che trova odiosissimo il pensiero di succedere al padre come boia di corte, ma che suo malgrado è costretto ad accettare.

L'idea di uccidere un essere umano lo ripugna e tutto il primo volume -che finisce con la sua prima esecuzione- e' incentrato su questa continua lotta interiore.

La famiglia Sanson viene descritta come disprezzata dagli stessi nobili e dal popolo (significativa la scena in cui i popolani gettano secchi d'acqua dopo il passaggio di Charles Henry e del padre) ma formano un nucleo familiare molto unito. La granitica nonna di Charles, crudele matriarca , e il resto della famiglia sono orgogliosi di essere dei Sanson - boia da numerose generazioni- e non si curano del disprezzo della plebaglia ignorante.

I Sanson rappresentano la "spada della giustizia", ed è ancora grazie alla spada donata loro dal re che eseguono le condanne (la ghigliottina arriverà dopo).
 Solo Charles -che è stato costretto ad abbandonare gli studi per il disprezzo dei compagni ed il rifiuto delle altre scuole-  sembra soffrire per questa sua condizione.

E quando a metà volume incontrerà qualcosa di dolce, bello e degno d'amore (incarnato in un giovane aristocratico) la maledizione dei Sanson lo colpirà nel modo più beffardo possibile. Purezza, crudeltà, tortura (fisica e morale) e morte: sono questi gli elementi ricorrenti di questa storia, quindi siete avvertiti.

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giovedì 9 ottobre 2014

10 ottobre: ritorna "Le acque della Reggia"


Ritorna, dopo il successo del dicembre 2013, lo spettacolo "Le Acque della Reggia" che quest'anno sarà ospitato nell'affascinante ambientazione della Reggia di Portici. 



La locandina dell'evento 

L'Associazione Culturale Neartpolis, in collaborazione con Dipartimento di Agraria della Federico II e Centro MUSA, la Soprintendenza B.A.P.S.A.E. di Napoli e Provincia, la  Provincia di Napoli, Comune di Portici, il giorno 10 ottobre 2014  realizzerà lo  spettacolo “Le Acque della Reggia, da Portici a Caserta” di Roberta Ventrella . 

Il pubblico percorrerà le stanze del piano Reale della Reggia di Portici e del Museo Herculanense, accompagnato dalle guide che illustreranno gli appartamenti:  nelle sale dello Scalone Reale, la Flora, la stanza dei Papiri, la sala del Baciamano e altre, gli spettatori parteciperanno alle scene rappresentate dagli attori e musicisti, rigorosamente in costumi d’epoca in seta di San Leucio, simbolicamente sorpresi in scene di vita di corte. 

I preziosi costumi realizzati nei laboratori del “Liceo Artistico di San Leucio”, le parrucche del Teatro San Carlo di Napoli di “Artimmagine”, le musiche da Paesiello a Hendel suonate dal vivo dall’ensemble di archi diretto dal maestro Gioacchino Morrone, i testi originali tratti dalle lettere di Luigi Vanvitelli, contribuiranno alla ricostruzione dei momenti vissuti a corte, nelle stesse stanze dove in maggior parte sono avvenuti più di 250 anni fa..

L’opera, rappresentata nelle cinque scene,  si concentra sui lavori di progettazione e realizzazione dell'Acquedotto Carolino, dalla sorgente del Fizzo ai piedi del Taburno alla sommità della Cascata del Monte Briano della Reggia di Caserta, seguendo il racconto di Luigi Vanvitelli, dall’incarico da parte di Re Carlo di Borbone fino alla mostra dell’acqua che avvenne l’11 maggio 1762. I testi elaborati da Roberta Ventrella, sono integrati alla fedele ricostruzione delle lettere originali di Luigi Vanvitelli al Fratello Urbano scritte dal 1751 al 1768.

L’ingresso al Museo con visita guidata e spettacolo è di euro 10 biglietto intero, di euro 5 il ridotto, gratuito bambini. Per informazioni sulle riduzioni e prenotazioni neartpolis@libero.it – tel 3381865180

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martedì 7 ottobre 2014

Agosto 2014: Kate Moss come Maria Antonietta


La modella inglese Kate Moss con lo scultore Jane McAdam Freud ha creato un bicchiere di champagne modellati dal suo seno sinistro. La creazione verrà distribuita in trenta dei ristoranti alla moda di Mayfair, uno dei quartieri più eleganti di Londra tra cui L'edera, Daphne e Scott. 

La Coppa ha un aspetto significativo di Art Deco ed è provvista di una curva sottile che ricorda l'eleganza di un seno. La firma di Kate Moss è visibile sulla base dell'oggetto, accompagnata da un piccolo cuore.


Il manifesto della campagna sulla coppa firmata Kate Moss


Ma cosa c'entra con la nostra storia??? 

Semplice, la trattoria 34, il ristorante in questione, ha preso spunto da Marie Antoinette. 

Secondo la leggenda, il primo bicchiere di champagne sarebbe stato modellato sul seno della regina di Francia nel XVIII secolo. Sposa di Louis XVI e giustiziata dai rivoluzionari nel 1793, l'austriaca è nota ancora oggi per alcune sue spese folli. 


Marie Antoinette in un ritratto del XVIII secolo

Sarebbe stato Jean-Jacques Lagrenée (1739-1821) ad avere l'idea della coppa all'epoca e fu lui che ne prese la forma per modellare il vetro. Lo scopo della manovra? Migliorare il servizio della regina al dominio di Rambouillet, dove Louis XVI aveva fatto sviluppare un caseificio. La coppa nata dal seno di Maria Antonietta non è stata utilizzata inizialmente per bere champagne, ma latte. 

Una copia dell'oggetto leggendario può essere ammirato oggi al Museo Nazionale della ceramica de Sèvres ed è conosciuto come "bols seins" ou "jatte téton".

"Quale onore essere al fianco di Marie Antoinette, era un personaggio molto intrigante e malizioso," ha detto la 40enne modella "Lo champagne è sempre associato a celebrazione e occasioni felici e mi sono divertita a creare questa bella Coupé".

La presentazione della coppa avverrà domani 8 ottobre e per l'occasione verrà intagliata da disegni di ispirazione dell'art decò e riempita di Dom Pérignon P2-1998. 


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lunedì 6 ottobre 2014

Pubblicata oggi la seconda one shot de 'Le Rose di Versailles'


Nuovo one-shot in arrivo per 'Le Rose di Versailles'.

La Shueisha ha annunciato lo scorso ottobre la pubblicazione in due parti di una nuova storia dedicata a Victor Clement de Girodelle. 

La prima parte, uscita il 20 ottobre scorso, era composta di 37 pagine. La seconda, invece, pubblicata oggi 5 novembre, contiene 33 pagine. 

Girodelle nell'anime 

Girodelle, nobile gentiluomo all'interno dell'anime e del manga, e' sempre al servizio di Oscar. Quando quest'ultima lascia la guardia reale per andare a comandare i soldati della guardia, Girodelle chiede la mano della giovane al Generale Jarjayes. Oscar rifiuta questo matrimonio combinato e così Girodelle inizierà a dirigere le guardie reali e, da gentiluomo qual è, non insisterà più per il matrimonio.

Non sappiamo cosa gli sia accaduto durante la rivoluzione, ma Riyoko Ikeda in un'intervista ha dichiarato che le piace pensare che sia scampato alla ghigliottina e che si sia salvato.

A noi non resta che aspettare la nuova storia per saperne di più



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MARTEDI' 6 OTTOBRE 1789: VERSAILLES


Martedì 6 ottobre 1789.

La notte tra il 5 e 6 ottobre fu, per Versailles la più lunga della sua storia.

Tra le 4 e le 6 del mattino, la folla, dopo urla, schiamazzi e pietre gettate alle finestre, arrivò nei corridoi della Reggia dove uccise alcune guardie reali issando le loro teste sulle picche. In realtà durante la lunga notte, la gente inferocita aveva ucciso per sfamarsi un cavallo e aveva acceso per questo alcuni falò.

"Maria Antonietta au balcon"

Le popolane riuscirono a penetrare nella stanza di Maria Antonietta che fu costretta a fuggire da una porta secondaria. Ma non è finita qui.

La gente cominciò, dopo aver saccheggiato praticamente mezza reggia, a chiedere a gran voce di vedere la Regina. Quest'ultima fu costretta, senza bambini al seguito, ad affacciarsi al balcone ed inchinarsi di fronte ai suoi sudditi.

Successivamente si sparse la voce del ritorno della famiglia reale a Parigi. Fu così che tra le 12:30 e le 13 del 6 ottobre 1789, una folla immensa accompagnò i sovrani a Parigi esibendo macabri souvenirs.
Il corteo arrivò in città intorno alle 20. Ma solo alle 22 la famiglia reale fu sistemata alle Tuilieries in quanto fu costretta ad affacciarsi nuovamente al balcone, ma questa volta dell'Hotel de Ville, dove li accolse, per la consegna delle chiavi della città, il sindaco Bailly.. Momenti di autentico terrore!!!

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domenica 5 ottobre 2014

Lunedì, 5 ottobre 1789: la marcia su Versailles


La marcia su Versailles, conosciuta anche come la marcia di ottobre, i giorni di ottobre e la marcia delle donne su Versailles è stato uno dei primi e più significativi eventi della Rivoluzione francese. 


Il Forum des Halles a Parigi 

La loro contestazione si unì ben presto con le attività dei rivoluzionari che richiedevano riforme politiche liberali e l'instaurazione in Francia di una monarchia costituzionale. 

I cittadini che protestavano divennero una folla di migliaia di persone (radunatisi soprattutto al forum des Halles, nel cuore di Parigi) che, incoraggiata dagli agitatori rivoluzionari, saccheggiò l'armeria della città e, una volta armata, iniziò a marciare verso il palazzo reale di Versailles. 

Una volta assediata la reggia, i protestanti riuscirono, in un confronto drammatico e violento, a portare le loro richieste all'attenzione di re Luigi XVI, obbligando lui, la famiglia reale e l'intera Assemblea Nazionale Costituente a tornare a Parigi l'indomani.

Il castello di Versailles

Nella notte fra lunedi 5 e martedi 6 ottobre 1789 la folla si diresse a piedi verso la reggia, prendendo in mano qualsiasi cosa possa uccidere la loro nemica numero uno, il mostro, la Messalina francese, Maria Antonietta. Si armano di bastoni, torce, addirittura di sassi.

La famiglia reale il 5/6 ottobre 1789



Le donne in marcia su Versailles

Nella stupenda oasi dorata di Versailles, nel frattempo, le guardie si preparano ad affrontare la folla inferocita. Come tutti sanno, furono moltissimi gli uomini uccisi per la loro fedeltà verso il re, quella notte. Tra questi, ve ne fu uno che arrivò agli appartamenti della regina, tutto fradicio di sangue, per esortare le cameriere a salvare Maria Antonietta. Così, dimenticando le sfarzose e complicatissime cerimonie di vestizione, le signore allacciarono in tutta fretta la veste della regina, addirittura dimenticandosi di legare i nastri della camicia.

Una spaventatissima Antoinette, ascoltando le grida di odio che provenivano da non molto lontano, come "Voglio le sue braccia! A me la testa! A morte la prostituta austriaca!", si precipitò come una furia, attraverso una scala segreta, negli appartamenti del re. Da quel momento in poi sarebbero stati prigionieri del loro stesso popolo.

La notte trascorse nel piu' totale caos, ma ancora ogi sono molti gli interrogativi che la 'marcia su Versailles' pone:
1)E' vero o no che in mezzo alla folla c'era anche il duca d'Orleans?
2)Le donne riuscirono davvero ad arrivare negli appartamenti della regina, strappando e mettendo a soqquadro il suo letto?
3)La mattina seguente le teste delle guardie morte per Maria Antonietta furono veramente incipriate e issate su delle picche?

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giovedì 2 ottobre 2014

GIUGNO 2014: Londra, all'asta miniatura su Maria Antonietta


Si è tenuta lo scorso 3 giugno a Londra presso la casa d'aste Sotheby's una vendita davvero interessante.

E' stata infatti acquistata, insieme ad altri oggetti preziosi, una miniatura in avorio con impresso il ritratto di Maria Antonietta. 

L'oggetto è datato 1787 e nel campionario londinese apparteneva al lotto n° 118.

Miniatura in avorio con il ritratto di Maria Antonietta 

Non è dato sapere l'identità del fortunato acquirente: la miniatura è stata venduta ad un prezzo da capogiro.

Sopravvissuta alla tempesta della rivoluzione francese, lo scorso maggio la casa d'aste era riuscita a recuperarla da una collezione privata. 

Sarebbe interessante scoprire dove si trova oggi questa straordinaria miniatura.

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martedì 30 settembre 2014

PARIGI: 1 ottobre, visita all'Hotel de Ville


L'Associazione" Societe' des amis de Versailles" organizza per il 1 ottobre una visita all'Hotel de Ville.
Hotel de Ville - panoramica 
Il municipio di Parigi è stato protagonista di molti eventi della rivoluzione. 
E' qui che i parigini videro ritornare in città Luigi XVI e Maria Antonietta e qui iniziarono a radunarsi le donne all'inizio di ottobre del 1789 intenzionate a marciare sulla Reggia di Versailles.

Oggi è la sede del Comune di Parigi e, insieme al altri 20 Hotel de Ville, forma il circondario di tutta la città capitale di Francia.

L'incontro odierno dell'associazione francese prevede la visita ai locali interni del Municipio e alla zona esterna, particolarmente curata dall'amministrazione parigina. 


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lunedì 29 settembre 2014

30 settembre: Visita alla MACHINE DE MARLY


L'Associazione" Societe' des amis de Versailles" organizza per il 30 settembre una visita alla Machine de Marly.

Situata nell'odierno comune di Bougival nel dipartimento di Yvelines rappresenta il primo tratto di un sistema idraulico costruito per prelevare l'acqua dalla Senna e portarla alla Reggia di Versailles e al castello di Marly. Questa acqua era utilizzata soprattutto per alimentare le numerose fontane e giochi d'acqua della reggia.

Machine de Marly 

Questa grande opera fu costruita dal Rennequiem Sualem originario dell'antico principato di Liegi, sotto la supervisione dell'ingegnere capo del progetto nonché ideatore Arnold de Ville anche lui di origine vallone. Il cantiere cominciò nel 1681e terminò il 16 giugno del 1684

De Ville propose all'allora re Luigi XIV tale soluzione per portare sufficiente acqua alla Reggia di Versailles e il sovrano accettò entusiasta. La macchina fu inaugurata dallo stesso re.

Machine de Marly, lato sud
Tuttavia però la macchina era rumorosa e dalla gestione economicamente onerosa, essendo costituita essenzialmente da legno è andata deteriorandosi. Dopo che da vari anni si era smesso di manutenerla si procedette a smontarla definitivamente nel 1817.
A questo punto la macchina fu rimpiazzata da una macchina a vapore costruita da Cécile e Martin che tuttavia continuava ad avere costi troppo alti e fu così che nel 1859 si realizzò una terza macchina idraulica che sarebbe rimasta in funzione fino al 1968, quando il crescente bisogno di acqua richiese la definitiva sostituzione della macchina con una serie di potenti pompe elettriche.

Settembre 2014, PARIGI: BOOM per '1789 - Les amants de la Bastille'


Un vero e proprio boom: è il successo del musical in 3d '1789 - LES AMANTS DE LA BASTILLE'. 

Ieri sera si è conclusa la proiezione presso il cinema parigino Gaumont Pathe, proiezioni iniziate lo scorso 25 settembre.

Locandina dello spettacolo


La produzione per quest'anno ha deciso di proporlo in 3d nei cinema francesi con grande successo.

La trama è la seguente: Ronan, giovane rivoluzionario, arriva a Parigi per ritrovare suo padre. Li incontra Olimpia, governante della regina Maria Antonietta. 

Nelle giornate burrascose della rivoluzione i due si innamoreranno iniziando una storia molto tormentata. 

Durante il loro soggiorno a Parigi, incontreranno anche Danton, Robespierre e Desmoulin. 

Immagine dello spettacolo 


Messo in scena da Giuliano Paparini e prodotto da Albert Coen e Dove Attia, lo spettacolo è stato girato presso il Palais des Sports di Parigi con degli strumenti innovativi.

'1789 LES AMANTS DE LA BASTILLE' ha vinto il premio 'Miglior 
Commedia musicale dell'anno' ai Globes de Crystal del 2013. 

60 gli artisti che vi hanno partecipato interpretando canzoni romantiche come 'Ca ira mon amour' e 'Tombeur dans ses yeux'. 

A noi non resta che poter constatare che le storie sulla rivoluzione francese ancora oggi appassionano il pubblico di Francia e sperare in un imminente arrivo in Italia. 



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martedì 23 settembre 2014

Maison Laffitte palcoscenico della nuova serie "Versailles"

Al Castello di Maison Laffitte, che noi Oscariani conosciamo perché diventato ispirazione di Ryioko Ikeda per Palazzo Jarjayes nel manga/anime "Le Rose di Versailles", è stata girata una nuova fiction storica

Dal 18 al 22 agosto 2014 infatti Maison Laffitte è rimasta chiusa al pubblico per ospitare il cast e la produzione della serie "Versailles"

Chateau de Maison Laffitte - prospettiva frontale

Ambientata nel regno di Luigi XIV, l'opera si preannuncia interessante in quanto ambizioso progetto a cui hanno lavorato in questi anni molte case di produzione cinematografiche. 

VERSAILLES e' una coproduzione del francese Canal +, Anal + Creation Originale, Capa Drama, Zodiak e Incendo.

Cinque per ora gli episodi che sono stati girati con ben 150 persone al lavoro tra attori e comparse.

Jalil Lespert e' il regista delle prime due puntate della serie, mentre la direzione artistica e' nelle mani di Katia Wyszkop, già capo decoratrice di film come " Les adieux a la Reine" con Diane Kruger nei panni di Maria Antonietta.
La post produzione è invece realizzata in Canada, in particolare gli effetti speciali.

Maison Laffitte


La trama è la seguente: Luigi XIV è un giovane re traumatizzato nell'infanzia dal movimento della fronda. Deciso a non rivivere più una simile situazione di vulnerabilità, decide di impegnarsi a fondo per diventare il più grande re della storia di Francia e fare del suo reame il più potente d'Europa.
Luigi userà tutte le risorse che ha a disposizione per sottomettere l'intera nobiltà al suo volere, non mostrerà mai un pubblico i suoi veri sentimenti, ma solo in privato.

Nonostante questo, anche il re e' un uomo normale con le sue debolezze e capace di grandi passioni romantiche. Ma come le vivra' nella veste di più grande re del mondo?

La prima stagione riguarderà il periodo in cui Luigi divenne il re sole. I personaggi della fiction saranno cortigiani realmente esistiti ed inventati e ci guideranno in un mondo di tradimenti e di alcove segrete, di manovre politiche e di dichiarazioni di guerra, facendo rivivere al grande pubblico la Varsailles di allora in tutta la sua gloria e la sua brutalità.
Una gabbia dorata per molti nobili sottoposti al volere del re sole.

Luigi XIV il Re Sole

Fabrice de la Patelliere, direttore della fiction francese e della coproduzione per Canal +, si e' detto molto felice di lanciare questo ambizioso progetto che rientra in una linea editoriale nuova ed originale per una coproduzione internazionale.

Simon Mirren et David Wolstencroft,  coproduttori della serie, hanno dichiarato in un'intervista che Luigi XIV non ha solamente reso grande la Francia, ma ha creato il primo 'marchio' mondiale affinché Versailles diventasse un'icona ed un esempio da seguire per gli altri Regni in Europa. 

Claude Chelli, direttrice della multinazionale Capa Drama, ha ammesso che questa idea un po' folle di una grande serie internazionale su Versailles è nata quattro anni fa e oggi finalmente si appresta a diventare realtà. Questi  anni sono serviti a mettere insieme tutti i pezzi per la fiction: le date storiche spiegate nei particolari, gli attori, l'idea innovativa, il casting, i costumi.

Philippe Alessandri, infine, produttore di Zodiak France si è detto entusiasta e soddisfatto di coprodurre e distribuire questo progetto ambizioso in tutti i suoi aspetti perché è proprio con quest'idea che la Zodiak vuole far alzare una ventata completamente nuova sulle serie storiche.

Staremo a vedere quale sarà il risultato di questa grande coproduzione internazionale. 



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martedì 9 settembre 2014

Marzo 2014: la ghigliottina ancora protagonista, in vendita a Nantes

Ha provocato il solito scompiglio e si è fatto un gran parlare di questo evento in Francia. Ma alla fine, la vendita è stata completata in pochi minuti. La ghigliottina del XVIII secolo, riproposta all'asta all’hotel Talma a Nantes lo scorso marzo, è stata venduta.

Monsieur Francois Xavier Duflos, banditore dell’asta, ha tentato di elevare il prezzo in un solo tentativo "40.000 una volta? Due volte? È senza rimpianti? 40 000!".
La ghigliottina all'asta prima della vendita 
Così, la “machine”, come veniva soprannominata nella Parigi di fine 700, ha un nuovo proprietario che ha preferito rimanere anonimo.
Un fatto insolito questa vendita, ma che, alla fine, ha appassionato molti investitori.
Prima dell’acquisto, Monsieur Duflos François-Xavier, il banditore dell’asta, ha dichiarato che non era un originale: "Il Consiglio ci ha chiesto di presentare questa ghigliottina come replica", ha indicato durante l'apertura dei negoziati. Potrebbe essere la riproduzione di una ghigliottina delle forze armate, dopo essere stata utilizzata sotto il secondo impero nella seconda metà del XIX secolo. Il pezzo in legno, ferro, acciaio e rame era stato stimato tra 50.000 e 60.000 euro. Un importo considerato ragionevole essendo un oggetto ormai raro. E’ alta 300 cm, larga 175 e lunga 230 cm.
La ghigliottina apparteneva ad una collezione privata. "È stata donata da un signore che l’ha ereditata da suo nonno, il quale a sua volta l’aveva acquistato nel XX secolo nella regione di Lione," ha spiegato prima della vendita Monsieur Duflos. "Era una ghigliottina per uso marziale, utilizzato dall'esercito. E' stata smontata più volte” ha detto, aggiungendo che" l'unica certezza che abbiamo, è che il suo lavoro lo svolse nella seconda metà del XIX secolo, sotto il secondo impero o addirittura sotto la Comune ".
La ghigliottina in questione reca l'iscrizione: "Gli eserciti della Repubblica": questo significa che era in uso presso le armate rivoluzionarie francesi già nel 1793 da parte di Lazare Carnot, membro del comitato di pubblica sicurezza .
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mercoledì 3 settembre 2014

Settembre 2014: al festival della letteratura con Oscar

Un nuovo appuntamento attende gli appassionati di letteratura: il Festival dedicato ai libri che si sta svolgendo in questi giorni a Mantova fino al 7 settembre. 

La XVIII edizione come sempre prevede tante iniziative interessanti, ma la più importante si terrà negli incontri dal titolo "Il ritorno dell'eroe. I personaggi che ci hanno ispirato e che costruiamo".
Locandina del Festival - edizione 2014


L'evento, coordinato da Stefano Mossa, si svolgerà nel cortile dell'archivio di stato a Mantova alle ore 15 del 5 settembre.

Questa la didascalia presente nella brochure del programma del Festival:

"Due eroine lontane oltre mille anni l’una dall’altra animano il primo incontro di "Il ritorno dell’eroe". Michela Murgia ha scelto Morgana, la fata della mitologia celtica resa universalmente celebre dai romanzi del ciclo arturiano; Chiara Valerio Lady Oscar, la giovane comandante della Guardia Reale protagonista del manga di Riyoko Ikeda, da cui è stata tratta anche una popolarissima serie di cartoni animati. 
Avremo sempre bisogno di eroi? Solitamente è l’incontro con un personaggio che fa nascere in noi l’amore per la lettura: le sue avventure ci appassionano perché riconosciamo in esse le vite che vorremmo vivere. Negli incontri di Il ritorno dell’eroe, coordinati da Stefano Jossa (Un paese senza eroi), sei scrittori si confrontano sugli eroi e le eroine che li hanno conquistati alla letteratura, e che li influenzano, ancora oggi nella costruzione delle loro storie".

La scrittrice Chiara Valerio

E così la scrittrice Chiara Valerio ha sempre avuto come guida e ispirazione Oscar Francois De Jarjayes e la nostra eroina approderà presso una vasta platea quale è quella del festival mantovano.

A noi non resta che attendere ciò che la giovane Chiara racconterà sul suo (e nostro) mito Oscar Francois.

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mercoledì 12 febbraio 2014

16 Ottobre 1793: l'ultimo giorno di Maria Antonietta


Il triste racconto dell'ultimo giorno di vita della ex Regina di Francia Maria Antonietta.

Fu la figlia del carceriere Bault che la servì per la sua ultima toletta. La regina volle abbigliarsi con un vestito bianco, simbolo dell'innocenza e di gioia per la speranza nella vita futura.
Un fazzoletto le ricopriva le spalle, e una cuffia, sul capo; solo segno di lutto un nastro nero attorno alla cuffia, e due piccoli altri attorno ai polsi.
Maria Antonietta alla Conciergerie
ORE 5 DEL MATTINO: i tamburi d'adunata avevano rullato e alle sette le milizie erano già pronte per far siepe lungo le strade per il passaggio della regina condotta a morte.

ORE 11: gli esecutori entrarono alla Conciergerie. Maria Antonietta abbracciò la figlia del carceriere, si tagliò da sola i capelli, e si lasciò legare le mani dietro la schiena.

Uscendo dal cortile, vide la fosca carretta dei condannati, verso la quale la scorta stava dirigendosi. Era il solito rude e contadinesco carretto di trasporti, con la panchetta di legno, senza un po' di paglia per rendere meno aspri i trabalzi e gli scossoni delle ruote.


Si apre la cancellata e compare Maria Antonietta. Avanza pallida, ma fiera.


Sanson la segue tenendo l'estremità della funicella che lega alla schiena le mani della condannata. Il carnefice sembra che, con un certo compiacimento, lasci ondeggiare la lunga funicella che avvince la regina. Sul carretto, da un lato e più in basso, siede un aiutante del boia, e tiene il suo tricorno in mano.

Si levano d'intorno grida altissime di "Viva la Repubblica!", "Abbasso la tirannia!", "Largo alla vedova Capeto!", "Largo all'Austriaca!".
Maria Antonietta verso il patibolo

L'ex cantante Grammont, un hébertista fanatico, aiutante di campo del generale Ronsin, e che con lui venne poi al supplizio insieme ad un suo figlio diciannovenne, incita il popolo e scaglia vilissime invettive: egli è a cavallo e, ritto sulle staffe, indica con la spada la regina, e dà il segnale degli applausi alla folla brutale e oltraggiante.

Così legata, l'infelice non può, benché seduta, mantener l'equilibrio per i continui trabalzi del veicolo, e si vede come essa cerchi di serbare un dignitoso contegno fra tante miserie e tante umiliazioni. Ha il busto magro ed eretto, la testa alta.


Lungo il percorso le finestre, le balconate, gli alberi sono gremiti di spettatori; ma nel complesso il pubblico rimane in silenzio; soltanto qualche gruppo rabbioso di megere si accanisce all'inseguimento, con gesti di scherno e con insulti.

Ricordava in quel momento, la regina, un altro corteo ben diverso? Si affacciava alla sua memoria quel giorno, ormai lontano, quando, appena sposa del Delfino, aveva fatto la sua entrata lieta e trionfale in quella stessa capitale, tra una pompa mirabile e un entusiasmo che pareva frenetico?


Allora essa era nel pieno fulgore della sua bellezza, e tutte le speranze e le grazie sorridenti l'accompagnavano attorniando la carrozza dorata, che a stento poteva fendere la folla acclamante, che l'ammirava e la benediceva..; il maresciallo de Brissac, governatore di Parigi, le era andato incontro dicendole: "Madame, avete intorno a voi trecento mila cuori innamorati!". Che cambiamento da quel lontano 1770!

Scrive Lamartine: "Nel corteo tragico, quando qualche grido più violento la trafigge, le guance di Maria Antonietta, a volte pallide a volte accese, dimostrano come sia grande il suo strazio, e come il sangue ancora le ribolla nelle vene. Nonostante la cura nel compiere la sua ultima toletta, l'abito sciupato e la biancheria grossolana sembrano dar maggior risalto a quel tramonto crudelissimo di una sovrana. L'aria della giornata di ottobre, un po' nebbiosa, agita sulle sue guance grigie ciocche di capelli mal tagliati: i suoi occhi sono arrossati, ma senza lagrime, e alcuni osservano come essa, di tanto in tanto, si morda il labbro inferiore, come chi comprime e trattiene il lamento per un'acutissima sofferenza".
Maria Antonietta al patibolo
ORE 12:15: Quando il carretto ebbe oltrepassato il Pont au Change e i quartieri popolari di Parigi, il contegno della folla dimostrò che l'ambiente era ben diverso. Gli spettatori erano raccolti in assoluto silenzio; si intuiva che essi provavano, se non pietà, almeno un sentimento di rispetto. Allora la fisionomia della regina riacquistò quella calma che poco prima era stata crudelmente turbata.

A passo lento si percorre Rue Saint Honore. Il prete, che sta da un lato, si affanna vanamente per richiamare l'attenzione di Maria Antonietta alle sue parole di conforto, e alle sue preghiere; ma lo sguardo di lei, invece vaga sulle facciate delle case, si ferma su qualche iscrizione inneggiante alla Repubblica, e specialmente fissa le finestre dei piani superiori dalle quali sventolano delle piccole bandiere tricolori.

Il popolo ritenne allora, e alcuni testimoni oculari l'hanno poi scritto, che l'attenzione di lei venisse richiamata da queste mostre pubbliche della Rivoluzione; invece il suo pensiero era ben altro. I suoi occhi ansiosamente cercavano, fra tante cose ostili, ma per lei ormai indifferenti, un segno di eterna salute: la casa dalla quale doveva discendere sul suo capo l'assoluzione del prete non giurato.


Il gesto sacerdotale, che lei sola intravvide, l'avvertì che la sua speranza era stata esaudita. Chiuse gli occhi, abbassò la fronte, raccogliendo l'anima devotamente in quella benedizione estrema; e non potendo fare il segno della croce, perché le sue mani erano legate, chinò il capo sul petto per tre volte. Gli spettatori si accorsero che nel suo intimo
pregava con fervore, e rispettarono quell'anima prossima al grande trapasso. Poi sul viso della regina brillò un'intima gioia, e parve che i suoi lineamenti si rasserenassero per il restante del lugubre cammino.

Quando si entrò nella vasta piazza della Rivoluzione, l'ufficiale che era alla testa di uno squadrone di gendarmi, diede ordine che si procedesse piegando verso il Pont Tournant; e vi fu una voluta sosta della funebre carretta davanti alla cancellata dei magnifici giardini delle Tuileries.

La regina volse la testa da quella parte, riguardando, per l'ultima volta, quella che per lei era stato la reggia, cara e odiosa, delle sue vane speranze, della sua potenza e della sua profonda caduta. Tutto il passato le si affacciò all'improvviso, e le attanagliò l'animo in quell'ora di morte, e qualche lagrima cadde sui suoi ginocchi. Che cumulo di miserande rovine in quella brumosa luce autunnale! Ecco la carretta davanti alla ghigliottina. Il prete e l'esecutore aiutano la condannata a scendere, e la sostengono per i gomiti.

"Essa - scrive il Lamartine - salì con maestà gli scalini del supplizio, e per inavvertenza, così legata com'era, pose in fallo il piede, premendo quello del boia. "Scusatemi, signore - disse con gentilezza come fosse ad una cerimonia di corte - non l'ho fatto apposta!". Poi si inginocchiò un istante, fece mentalmente una breve preghiera, e alzatasi esclamò: "Addio, figli miei; vado a raggiungere vostro padre!".
La ghigliottina

Maria Antonietta, in quell'attimo di morte, non volle, come Luigi XVI, giustificarsi davanti al popolo, né cercar di commuoverlo con qualche grido disperato.

Sulla sua fisionomia non si leggeva l'anticipata beatitudine del giusto, che sicuro si avvia ai gaudi celesti, e che accetta fidente il martirio; bensì il disprezzo profondo per gli uomini e l'ansiosa impazienza di uscir presto da una vita piena di pene, abbandonando ai presenti i rimorsi per il delitto di quella morte.


Parve che una strana esitazione cogliesse il carnefice prima di dar lo strappo alla funicella della ghigliottina, e nell'attimo di attesa un brivido immenso percorse la piazza.

Rintronò cupo, nel tragico silenzio, il tonfo della lama: poi come per il re, come per i suppliziati maggiori o i più perfidi criminali, un'aiutante, ricoperto del camiciotto rosso, afferrò per i capelli la testa mozza, e fece un duplice giro sulla piattaforma, alzandola, livida e gocciolante sangue, per mostrarla agli spettatori lontani.


 L'altissimo grido di "Viva la Repubblica!" salutò la morta regina".


Dal libro LE DONNE DELLA RIVOLUZIONE DI JULES MICHELET

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